Sant'Atanasio - Apostolato di preghiera per l'infanzia

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Padri, santi, dottori della Chiesa - scritti-
 

2 Maggio

Sant'Atanasio  Vescovo

I Salmi e le Scritture


"per coloro che vivono secondo virtù ed amano colui che è Dio e Padre in Cristo Gesù nostro Signore, per mezzo del quale e con il quale è al Padre stesso con il Figlio stesso nello Spirito Santo, l’onore, la potenza e la gloria per i secoli dei secoli. Amen"

Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Gv 15,9-11

LA SACRA SCRITTURA


O amico di Cristo, eccoti esposte da me in breve queste considerazioni: quanto basta per una esposizione elementare ed una delineazione della fede di Cristo e della sua divina manifestazione a noi. Tu, prendendo occasione da queste considerazioni, se ti capiterà di leggere i testi delle Scritture, applicando ad esse veramente il tuo intelletto, da esse conoscerai più completamente e più chiaramente l’esattezza di ciò che abbiamo detto. Esse, infatti, furono pronunciate e scritte da Dio mediante uomini teologi, e noi, dopo avere imparato dai maestri teologi che le hanno lette, i quali sono stati appunto testimoni della divinità di Cristo, trasmettiamo questo insegnamento anche al tuo desiderio di ‘apprendere. Conoscerai anche la sua seconda manifestazione a noi, che sarà gloriosa e veramente divina, quando verrà non più nell’umiltà ma nella gloria che gli è propria, quando verrà non più per patire ma per dare a tutti il frutto della sua propria croce, voglio dire la risurrezione e l’incorruttibilità. Non sarà più giudicato ma giudicherà tutti secondo le azioni che ciascuno ha compiuto mediante il suo corpo, sia buone sia cattive. Allora ai buoni sarà riservato il regno dei cieli, mentre a coloro che hanno compiuto opere cattive sarà riservato il fuoco eterno e la tenebra esteriore. Infatti il Signore stesso dice: «lo vi dico: d’ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo assiso alla destra della potenza e venire sulle nubi del cielo nella gloria del Padre». Perciò è salutare il detto che ci prepara a quel giorno e dice: « Siate pronti e vegliate, poiché verrà in un’ora che voi non conoscete». Infatti, secondo il beato Paolo, « tutti devono presentarsi davanti al tribunale di Cristo affinché ciascuno riceva, secondo quello che ha compiuto con il corpo, il bene o il male».

Ma oltre allo studio e alla vera conoscenza delle Scritture c’è bisogno di una vita retta e di un’anima pura e della virtù secondo Cristo, affinché, camminando nella virtù, l’intelletto possa raggiungere e comprendere ciò che desidera, per quanto la natura umana può comprendere del Dio Verbo. Infatti, senza un intelletto puro e una vita modellata sui santi non si possono comprendere le parole dei santi. Come chi vuol vedere la luce del sole deterge sempre ed espone alla luce il suo occhio, purificandosi in modo da divenire simile all’oggetto del suo desiderio, affinché l’occhio, divenuto luce, veda la luce del sole, oppure chi vuol vedere una città o una regione va sempre in quel luogo per vederla, cosi chi vuol comprendere il pensiero dei teologi, deve purificare e lavare l’anima con la sua vita ed avvicinarsi ai santi stessi con l’imitazione delle loro azioni, affinché, unitosi a loro mediante la condotta della vita, comprenda ciò che è stato rivelato loro da Dio e unitosi poi a loro, fugga il pericolo dei peccatori e il fuoco che li attende nel giorno del giudizio e riceva i beni riservati ai santi nel regno dei cieli: quei beni «che occhio non vide e orecchio non udì e in cuore di uomo non entrarono, i beni che sono stati preparati» per coloro che vivono secondo virtù ed amano colui che è Dio e Padre in Cristo Gesù nostro Signore, per mezzo del quale e con il quale è al Padre stesso con il Figlio stesso nello Spirito Santo, l’onore, la potenza e la gloria per i secoli dei secoli. Amen.
(da Incarnazione del Verbo)


I SALMI, LUCE PER L'ANIMA


«Il libro dei salmi possiede una sua propria grazia meritevole di particolare attenzione; oltre a tutto quello in cui vi è comunione e relazione con gli altri libri, ha anche questo di meraviglioso, che riporta impressi e scritti in esso i moti di ciascuna anima e il modo con il quale essa cambia e si corregge, affinchè chi è inesperto, se vuole, possa trovare e vedere come un’immagine di tutto questo nel salterio, e plasmare se stesso come là è scritto. Negli altri libri si ascolta soltanto ciò che prescrive la legge, che cosa si deve fare e che cosa non si deve fare; si ascoltano anche le profezie, che non fanno altro che annunciare la venuta del Salvatore, e si pone attenzione alla storia, dalla quale si possono venire a conoscere le opere dei re e dei santi.

Ma nel libro dei salmi, oltre ad imparare queste cose, chi ascolta capisce e impara a conoscere i moti della propria anima, e dopo aver conosciuto le passioni che lo fanno soffrire e lo tengono prigioniero, può ancora ricevere da questo libro un modello di ciò che deve dire. E così non si accontenta di ascoltare distrattamente, ma impara che cosa deve dire e fare per curare la propria passione. Anche negli altri libri vi sono discorsi che proibiscono il male, ma in quasto si offre un modello di come ci si debba ritrarre da esso; si esorta ad esempio alla penitenza. Pentirsi significa smettere di peccare; in questo libro si mostra in che modo ci si debba pentire e che cosa dire a proposito del pentimento, in che modo si devono sopportare le tribolazioni e che cosa si deve dire durante e dopo la tribolazione, e in che modo ciascuno sia messo alla prova, e quali siano le parole di chi spera nel Signore.

E di nuovo vien dato il precetto di rendere grazie in ogni cosa, ma i salmi insegnano anche che cosa debba dire chi rende grazie, che cosa debbono dire quelli che sfuggono alla persecuzione e quali parole si debbano dire a Dio durante la persecuzione e quando se ne è liberati, in che modo dobbiamo lodare il Signore e con quali parole possiamo convenientemente celebrarlo. E per ogni evenienza si potrebbe trovare il canto divino confacente a noi, ai nostri sentimenti, alla nostra situazione».
da Lettera a Marcellino



 
 
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