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Spiritualità Carmelitana
Sant'Elia Profeta
"Vive il Signore Dio d'Israele, alla cui presenza io sto"
(1Re 17, 1).
Così si presenta colui che i carmelitani hanno sempre considerato loro padre e modello: Elia profeta. Dio è il vivente. Dio è l'unico Signore e non ce ne sono altri: questa la meta di Elia. Quest'uomo di fuoco, specie rara sulla scena della storia, perseguì un simile scopo anche a costo della sua vita. Dio è la realtà più preziosa della mia stessa vita: senza di lui io sono vuoto.
Perciò Dio non deve avere concorrenti nel cuore dell'uomo, pensava Elia. Se Dio ha concorrenti, questi finiscono per succhiare il sangue dell'uomo. Questi deve avere la certezza che al di là di ogni confusione e stillicidio di parole, di avere un Dio, uno solo che veramente lo ama e si prende cura di lui. Per questo compito Elia si batte duramente (1Re 18, 20-40). Purtroppo i concorrenti Dio ce li ha sempre e sono cattivi e brutali: a volte è necessario nascondersi da essi. Possono mettere in pericolo la tua vita (1Re 19, 3). Anche quando ti pare di averli annientati tutti, essi risorgono perché sono più forti delle tue vittorie. O scendi a compromessi oppure non ti resta che abbracciare il deserto, la solitudine.
"Dio ti concederà occhi nuovi per scovare tra le dune del deserto e gli anfratti delle rocce il volto del tuo Dio, la sua presenza che asciuga la tue lacrime causate dal senso di fallimento, dalla frase che ti brucia nel cuore: "Sono un buono a nulla. Voglio morire, Signore" (1Re 19, 1-18). Proprio lì, a quel punto cruciale della tua vita, Dio ti dice: "Rimettiti in sesto, perché ho bisogno di te".
Questo è l'itinerario umano e spirituale di Elia. Un vedere Dio come l'unica passione che ti riempie il cuore; e dall'altro lato scoprire l'estrema fragilità di ogni conquista umana anche la più santa. Per cui hai la necessità continua di risalire l'Horeb e nascondere il tuo volto tra le pieghe del mantello di Dio. Sempre sorgeranno falsi dei che opprimono, insultano, schiacciano il povero. Non occorre che questo povero si chiami Nabot e che abbia un fazzoletto di vigna che fa gola al potente (1Re 21, 1)
fonte: http:// www.carmelit.org/santi/elia.html
"Il sibilo delle aure amorose…" Proprio perché questo sibilo significa l’intelligenza sostanziale, alcuni teologi pensano che il nostro padre Elia, mentre era sul monte, abbia veduto Dio in quel sibilo di aura soave che egli sentì presso l’apertura della sua caverna. (Giovanni della Croce, Cantico Spirituale B, 13.14).
Anche Santa Teresa Benedetta della Croce ha amato molto il profeta Elia. Commentando un passo della Regola carmelitana ella scrive:
"Meditare nella legge del Signore" può essere una forma di preghiera quando assumiamo la preghiera nel suo ampio senso abituale. Ma noi pensiamo al "vigilare nella preghiera" come all'inabissarci in Dio, come è proprio della contemplazione, allora la meditazione ne è solo una via". Vegliando in preghiera, esprime lo stesso che Elia disse con le parole: 'Stare davanti al Volto del Signore"...La preghiera è guardare in alto al Volto dell'Eterno. Lo possiamo solo quando lo Spirito veglia nelle ultime profondità, sciolti da ogni attività e godimento terreno, che lo attutiscono. Essere vigilanti con il corpo non garantisce quest'essere vigilanti e la quiete, desiderata secondo la natura, non lo impedisce".
"Non abbiamo il Salvatore solo nelle narrazioni dei testimoni sulla sua vita. Egli è presente a noi nel Santissimo Sacramento, e le ore di adorazione dinanzi al Massimo Bene, l'ascolto della voce del Dio eucaristico sono: "meditare la Legge del Signore" e "vigilare nella preghiera" nel contempo."
"Elia ritornerà come testimone della rivelazione segreta, quando si avvicinerà la fine del mondo, nella lotta contro l'Anticristo per patire la morte dei martiri per il suo Signore".
"In un momento di grande confusione politica e religiosa della storia di Israele, Elia rappresenta un sicuro punto di riferimento. È colui che restaura l’alleanza con Dio contro il culto dilagante di Baal; è il profeta che manifesta l’intervento strepitoso di Dio sul Carmelo.
Egli appare nella Sacra Scrittura come l’uomo che cammina sempre alla presenza del suo Creatore e combatte, infiammato di zelo, contro l'ingiustizia e la sopraffazione, per il culto dell'unico vero Dio: prima il fuoco che brucia il sacrificio, poi l’acqua, la nuvoletta, “come una mano d’uomo” che sale dal mare e porta la pioggia a dirotto.
Nella tradizione biblica (Siracide 48, 1) Elia è il profeta simile al fuoco, nel libro dei Re è anche colui che incontra Dio nel silenzio e nella preghiera (1Re 19, 11-14).
In questo profeta dalla linea ferrea, appare un senso di umanità e di povertà quando è colto dallo scoraggiamento, quando crolla dentro, quando ha paura di morire ed è stanco e depresso ("non sono migliore dei miei padri"). Il grande eroe per trovare veramente Dio dovrà percorrere un lungo cammino di prova, una forte crisi che lo renderà più umile, meno sicuro di sé: egli dovrà nascondersi per dare a Dio il suo vero posto. Egli verrà ricondotto al silenzio, ad ascoltare una Parola che gli viene dall'Alto, e questa Parola serena e seria lo condurrà a fare una nuova esperienza di Dio.
Se prima Elia si era mostrato come l'eroe che combatte per Dio, da questo momento, egli ritraendosi nel deserto, si immedesima con la Parola di Dio.
Vuole attendere che Dio gli si manifesti, prima che egli stesso parli.
Il suo incontro è portatore di intimità, di profondo silenzio, di forza.
Elia, che ha visto e servito il Signore con un senso della signoria e del primato di Dio veramente eccezionali, gode sull'Oreb dell'intima esperienza del Dio vivente.
Il Profeta comprende che Dio non propizia il trionfo del bene con gesti spettacolari, ma agisce con longanime pazienza, poiché egli è l'Eterno e domina il tempo.
Elia arriva così ad una conoscenza più reale di quel Dio, alla cui presenza vive, che è tale da cambiare la sua persona, da renderlo diverso, veramente "uomo di Dio". Adesso egli è il profeta pieno, che non solo parla di e per Dio, ma anche con Lui.D'ora in poi, dopo la crisi e la dura prova,
Elia si rivela, l'uomo del distacco, dell'obbedienza, della purezza interiore e della preghiera, il vero
contemplativo, il primo monaco, padre dei futuri monaci, che conosce in questa "voce di silenzio svuotato"
qualcosa di più profondo e vero della realtà divina e ne rimane letteralmente trasformato. Egli è fuoco e acqua,
zelo e misericordia, azione e contemplazione; il suo santuario è dentro e viene percorso interiormente: è un
pellegrinaggio interiore per incontrare il Dio vivo e vero".
NOVENA A SANT'ELIA PROFETA
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre, Credo.
PRIMO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o Patriarca e nostra Guida Sant'Elia, per lo zelo che aveste dell'onor di Dio quando vi opponeste all'idolatra Acab ed ai suoi falsi profeti, i quali pretendevano ad ogni costo farvi adoratore di falsi Numi, vogliate ottenerci da Dio il vero zelo del suo onore, onorandolo e temendolo, e che sia da tutti onorato e temuto il suo Santissimo Nome.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
SECONDO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o zelante campione dell'onor di Dio, per quel gran merito, per cui otteneste che per tre anni e sei mesi non piovesse né cadesse rugiada sulla terra per ricondurre i figli d'Israele alla fede del vero Dio, vogliate ottenerci da Dio di vivere e morire nell'osservanza della sua Santa Legge, e che vogliamo convertirci ai suoi dettami.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
TERZO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o prodigioso Tesbita, per la grande fiducia che aveste in Dio grazie alla quale otteneste che scendesse il fuoco divoratore dal cielo a consumar le vittime da voi designate per screditare le offerte dei sacerdoti di Baal, vogliate ottenerci da Dio viva confidenza nel suo aiuto nelle nostre necessità spirituali e temporali, e che vogliamo finalmente disingannarci dalle apparenti lusinghe di questo mondo.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
QUARTO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o grande operatore di miracoli, per quella carità che ardeva nel vostro cuore e verso Dio e verso il prossimo allorché vi esponeste a mille patimenti e disagi, peregrinando dall'empia Corte di Samaria per le solitudini della Siria e manifestando dappertutto la Santa Legge, vogliate ottenerci da Dio che noi per amor suo e del nostro prossimo non temiamo alcun pericolo, neanche quello di perdere la propria vita.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
QUINTO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, voi che siete stato favorito della divina condiscendenza, per quella gratitudine affettuosa verso la povera vedova di Sidone, a cui voi, avendovi dato vitto e ricovero nel misterioso viaggio, impetraste non mancarle né farina né olio nei suoi vasi durante la carestia, vogliate ottenerci da Dio di essere anche noi sempre grati a Lui come a nostro, affettuosissimo Padre provvidente, che ci dà vitto e sostegno nel faticoso viaggio di questa misera vita.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
SESTO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o dispensatore segnalato dei tesori della natura, per quella grande potenza che vi comunicò il Signore, allorché risuscitaste il figlio morto della vedova di Sidone, distendendovi sul suo cadavere, vogliate ottenerci da Dio di risorgere dai nostri vizi, sottomettendoci di buona voglia alla croce della salutare penitenza.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
SETTIMO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o Beniamino del Sacro Amore, per la vostra somma umiltà allorché, perseguitato a morte dalla regina Gezabele, viveste solitario e mendico lungo le riviere di Cherit col sostegno di un corvo che vi nutriva, vogliate ottenerci da Dio il suo santo timore, col quale, allontanandoci sempre più da ogni occasione di peccato, ci sian cibo di eternità le stesse suggestioni del nemico infernale.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
OTTAVO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o depositario fedele delle divine condiscendenze, per quella grazia che riceveste di esser cibato col pane, figura della Santa Eucaristia, svegliandovi l'Angelo dal sonno sotto il ginepro col quale cibo confortato camminaste per il deserto quaranta giorni fino al monte Oreb, vogliate ottenerci da Dio un vivo desiderio di degnamente ricevere la Santa Eucaristia, vero e sicuro viatico a camminare pel deserto di questo mondo, finché giungeremo in salvezza nel Santo Paradiso.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
NONO GIORNO
Devotamente vi supplichiamo, o potente nostro Protettore, per quel favore speciale concessovi da Dio di farsi da Voi vedere a faccia a faccia il Salvatore Gesù sul monte Tabor nella sua gloriosa trasfigurazione, di volerci ottenere da Dio la grazia di vivere sempre con la considerazione che Iddio ci vede, affinché, serbandoci sempre degni dei suoi purissimi occhi, possiamo svelatamente vederlo nel Santo Paradiso.
Pater, Ave e Gloria.
PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore.
fonte: http://www.carmelovocazioni.it/elia/novena-frame.html