La preghiera - Apostolato di preghiera per l'infanzia

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Nel cammino della Via dell'Infanzia
 
 
 
 



LA PREGHIERA

"Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo."

«Mentre l'anima è ben lontana dall'aspettarsi di vedere qualcosa, e non le passa neppure per la mente, d'un tratto le si presenta tutta intera la visione che sconvolge le potenze e i sensi, riempiendola di timore e di turbamento, per poi darle una pace deliziosa e l'anima si ritrova con la cognizione di tali sublimi verità da non aver più bisogno di alcun maestro.» (Castello interiore, 9,10)

«Molti santi e buoni scrittori hanno parlato del gran bene che si ricava esercitandosi nella orazione. Ne sia ringraziato il Signore! Ma se così non fosse, per poco umile che sia, non sono però così superba d'arrischiarmi io a trattarne. Posso dire soltanto quello che so per esperienza: cioè che chi ha cominciato a fare orazione non pensi più di tralasciarla, malgrado i peccati in cui gli avvenga di cadere. Con l'orazione potrà presto rialzarsi, ma senza di essa sarà molto difficile. Non si faccia tentare dal demonio a lasciarla per umiltà, come ho fatto io, e si persuada che la parola di Dio non può mancare. Se il nostro pentimento è sincero e proponiamo di non più offenderlo, Egli ci accoglie nell'amicizia di prima, ci fa le medesime grazie di prima, e alle volte anche più grandi, se la sincerità del pentimento lo merita.

Quanto a coloro che non hanno ancora cominciato io li scongiuro, per amore di Dio, di non privarsi di un tanto bene. Qui non vi è nulla da temere, ma tutto da desiderare. Anche se non facessero progressi, né si sforzassero di essere così perfetti da meritare i favori e le delizie che Dio riserva agli altri, guadagnerebbero sempre con imparare il cammino del cielo; e perseverando essi in questo santo esercizio, ho molta fiducia nella misericordia di quel Dio che nessuno ha mai preso invano per amico, giacché l'orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento da solo a solo con Colui da cuisappiamo d'essere amati. Ma voi direte che ancora non lo amate. Sì, perché l'amore sia vero e l'amicizia durevole, occorrono parità di condizioni, e invece sappiamo che mentre nostro Signore non può avere alcun difetto, noi siamo viziosi, sensuali ed ingrati, per cui non lo possiamo amare quanto Egli si merita. Tuttavia, considerando quanto vi sia vantaggioso averlo per amico e quanto Egli vi ami, sopportate pure la pena di stare a lungo con uno che sentite così diverso da voi.

"Se per quelli che non servono Dio, per non dire che l'offendono, l'orazione è apportatrice di tanti beni, ed è anzi così necessaria che nessuno può immaginare un maggior danno del tralasciarla, perché dovrà trascurarla chi lo serve e gli vuol essere fedele? E' una cosa che non capisco, a meno che non sia per voler sopportare con maggior pena i dolori della vita e chiudere a Dio la porta per la quale suol inondarci di consolazione. Mi fanno compassione questi che servono Dio a loro spese. Non così chi pratica l'orazione. Le spese di costui le paga tutte il Signore: per un po' di violenza, gli dà tanta gioia da divenirgli leggero qualsiasi travaglio"

9 – Altrove parlerò a lungo delle dolcezze che Dio riserva a chi persevera nell'orazione. Qui non dirò che questo: cioè, che la porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l'orazione: essa chiusa, non saprei in che altro modo poterle avere. Se Dio vuole entrare in un'anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pure e desiderosa di riceverlo. Ma se invece di appianargli la via, gliela ingombriamo di ostacoli, in che modo ha da venire? Come possiamo pretendere che ci doni le sue grazie?"»

PREGARE PER LE ANIME SECONDO LA VOLONTA' DI DIO


5– Se volessi dire quante anime Dio ha tolto per le mie preghiere dallo stato di colpa grave, quante altre ne ha portato a maggior perfezione, quante ne ha liberate dal purgatorio, ed altre cose meravigliose di cui sono stata favorita, finirei per stancarmi io e stancare chi mi legge. Dico solo che furono più le guarigioni di anima che quelle di corpo, ed è verità conosciutissima, di cui molti potrebbero rendere testimonianza. Da principio ne avevo scrupolo, perché, pur riconoscendovi un puro effetto della bontà di Dio, non potevo non credere che il Signore lo facesse per le mie preghiere. Ma poi i fatti si sono così aumentati, anche a vista di altre persone, che a credervi non soffrivo più: oggi ne ringrazio il Signore e mi sento tutta confusa per vedermi maggiormente obbligata. Mi cresce il desiderio di servire Iddio, e l'amore si fa più vivo. Ciò che mi stupisce è che quando si tratta di cose che Dio non crede di esaudire, non sono capace di domandargliele, neppure se mi sforzo: prego fiaccamente, senza spirito e attenzione, né posso fare di più. Ma quando sono cose che Egli vuol concedere, sento di domandargliele sino a insistere ed essere importuna. Anzi, se me ne scordo, pare che qualcuno me ne richiami il pensiero.

6 – La differenza di questi due modi di pregare è così grande che non so come spiegarla. Nel primo modo è inutile che mi sforzi. Anche se chiedo cose che mi stanno a cuore, non sento il fervore che sperimento per le altre: simile a uno che ha la lingua impacciata, che vuol parlare e non può, e se parla lo fa in un modo d'accorgersi pure lui di non esser capito. Invece nell'altra maniera sono come uno che ha la lingua chiara e spedita e sente di essere ascoltato con piacere. Nel primo caso è come chiedere con preghiera vocale, mentre nel secondo sembra in una di quelle grandi contemplazioni nelle quali Iddio si manifesta così al vivo da far capire che ci sta ascoltando, che si compiace delle nostre domande e che le vuole esaudire.
– Sia benedetto Colui che tanto mi dà, nonostante il poco che gli do io.  

Questa sezione del sito è dedicata alla via dell'infanzia che l'Apostolato segue, secondo Volontà del Signore verrà posto uno scritto dal tesoro della Chiesa  secondo il cammino.

 
 
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