Crescete in sapienza e in età - Sant'Agostino - Apostolato di preghiera per l'infanzia

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Nel cammino della Via dell'Infanzia



NEL CAMMINO DELLA VIA DELL'INFANZIA
Sant'Agostino, Vescovo e Dottore della Chiesa



"Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?"


"Loda il tuo Signore. Lodalo perché sei allattato, lodalo perché sei alimentato; e, nutrito come sei, cresci in sapienza e in età"
S.Agostino

A1. I primi passi del nostro ministero, come anche del vostro concepimento, in cui con la grazia celeste cominciate ad essere generati nell'utero della fede, bisogna che siano aiutati con la parola; in questo modo per voi il nostro discorso sarà di edificazione, e per noi il vostro concepimento sarà di gioia e di sprone. Noi vi edifichiamo con i discorsi, voi crescete con i costumi. Noi spargiamo la semente della parola, voi rendete i frutti della fede. Ognuno di noi, secondo la vocazione in cui ci ha chiamati il Signore, corra nella sua strada e nei suoi sentieri; nessuno si volti indietro. La Verità che non può né ingannarsi né ingannare, ha dichiarato apertamente: Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno dei cieli 1. Il vostro nome stesso dice che voi questo ambite, che a questo anelate con tutto l'impegno del vostro cuore. Voi vi chiamate competenti. Competenti non vuol dire altro che "insieme-petenti". Come infatti condocenti, concorrenti, consedenti non vuol dire altro che insieme-docenti, insieme-correnti, insieme-sedenti, così anche la parola competenti non deriva che da simul petere, e vuol dire tendere insieme ad una medesima cosa. Qual è questa medesima cosa a cui tendete e che insieme desiderate? È ciò per cui quel tale, dopo aver respinto i desideri carnali e superato le ansietà del secolo, esclama con intrepidezza: Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia. E nel dichiarare quale sia quella cosa, soggiunge: Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. E spiegando la beatitudine di questo luogo e di questa dimora, stringe e conclude: Per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo santuario.

 
 

2. Considerate, o miei compagni di tirocinio, quale sia la dolcezza del Signore a cui vi state accostando man mano che respingete gli allettamenti del secolo. Se disprezzate il mondo, il vostro cuore sarà mondo e potrete vedere colui che ha fatto il mondo, e come lui l'ha vinto 3, così con la sua grazia anche voi vincerete questo mondo. Anzi ormai lo venite superando e calpestando, purché non contiate sulle vostre forze, ma sull'aiuto di Dio misericordioso. E non vi considerate da poco, perché ciò che sarete non è stato ancora rivelato. Sappiate che quando egli si sarà manifestato sarete simili a lui 4, e allora si manifesterà quel che sarete. Sappiate che lo vedrete non come egli venne a noi nella pienezza dei tempi, ma nella sua essenza immutabile con la quale ci ha creati. Spogliatevi dell'uomo vecchio per rivestirvi del nuovo 5. Il Signore stabilisce con voi un patto. Voi siete vissuti per il secolo, vi siete dati alla carne e al sangue, avete portato l'immagine dell'uomo terreno. Come dunque avete portato l'immagine dell'uomo che è della terra, così da ora in poi portate quella dell'uomo del cielo. Ecco un discorso umano (e per questo il Verbo si è fatto carne); come avete messo le vostre membra come armi d'iniquità a servizio del peccato, così ora mettete le vostre membra come armi di giustizia a servizio di Dio. Per la vostra rovina il nemico si serviva contro di voi dei vostri stessi dardi; ora invece per la vostra salvezza sia il vostro protettore ad armarsi contro di lui delle vostre membra. Quegli non potrà farvi alcun male, se non sarà padrone delle vostre membra, dato che voi gliele sottraete; questi vi potrebbe abbandonare giustamente, se da lui dovessero dissentire i vostri desideri e la vostra volontà.

3. Ecco: vi si fa la proposta di comprare, come a un'asta o al mercato della fede, il regno dei cieli. Guardate e radunate le ricchezze della vostra coscienza, raccogliete insieme concordemente i tesori del vostro cuore. E voi tuttavia potete acquistare gratuitamente, se riconoscete che è gratuito il dono che vi viene offerto. Voi non spendete nulla ma quel che acquistate è veramente grande. Non vi considerate da poco, quando il Creatore vostro e di tutte le cose vi considera tanto cari da spargere per voi ogni giorno il sangue preziosissimo del suo Unigenito. E sarete non da poco, se saprete distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile; se saprete servire non alla creatura ma al Creatore; se non vi farete dominare da ciò che è inferiore a voi e così vi conserverete immacolati dal peccato grande e fondamentale; se il seme della parola di Dio, che anche ora il celeste agricoltore sparge nel campo del vostro cuore, non viene in voi calpestato dal passaggio di gente indegna, come se fosse caduto sulla strada; oppure non resta schiacciato, una volta spuntato, dalla pietrosa stoltezza della vostra durissima coscienza oppure non viene soffocato da funesti pungiglioni tra le spine della vostra cupidigia. Se avrete orrore della sterilità di una terra così dannosa e dannabile, sarete una terra fruttifera e feconda, e a colui che vi ha seminato e piovuto sopra con grande gioia [renderete] il frutto del cento per uno; e se non potrete arrivare a questo, potrete rendere un raccolto del sessanta; e se neanche a questo potrete arrivare, non sarà ingrata la vostra resa, anche se sarà del trenta. Tutti saranno accolti infatti nei granai del cielo, tutti troveranno rifugio nella pace eterna. Con i frutti di ognuno viene confezionato quel gran pane celeste, ed ogni operaio che abbia lavorato rettamente nella vigna del Signore se ne sazierà abbondantemente e salutarmente; e intanto, con la predicazione del Vangelo, si diffonde la gloria di un sì grande seminatore e piovitore e irrigatore e autore della crescita stessa 10.

4. Accostatevi dunque a lui con la contrizione del cuore, perché egli è vicino a chi ha il cuore contrito e vi salverà per i vostri spiriti affranti . Accostatevi a gara, per essere illuminati . Perché voi siete ancora nelle tenebre e le tenebre sono in voi. Ma sarete luce nel Signore , il quale illumina ogni uomo che viene in questo mondo . Vi siete conformati al secolo, ora convertitevi a Dio. Vi rincresca finalmente della schiavitù di Babilonia. Ecco Gerusalemme, la gran madre celeste, vi viene incontro lungo la via, invitandovi gioiosamente, e vi supplica perché desideriate la vita e amiate di vedere giorni buoni , giorni che mai avete avuto né mai potrete avere quaggiù. Quaggiù infatti i vostri giorni si dissolvevano come fumo; più crescevano, più diminuivano; più crescevate in essi, più venivate meno; più salivate in su, più svanivate. Avete vissuto al peccato per anni numerosi e cattivi, desiderate ora di vivere a Dio; desiderate non molti di quegli anni che debbono aver fine e che corrono per perdersi nell'ombra della morte, ma quelli buoni, quelli vicini veramente alla vita autentica, in cui non vi indebolirete per fame o per sete, perché vostro cibo sarà la fede, vostra bevanda la sapienza. Adesso infatti nella Chiesa benedite il Signore nella fede , allora invece nella visione sarete abbondantemente dissetati alle sorgenti di Israele.

 
 

5. Frattanto però, nel corso del presente pellegrinaggio, le lacrime siano il vostro pane giorno e notte, mentre a coloro che v'interrogano continuamente: Dov'è il vostro Dio?  voi non potete, carnali come sono, mostrare cose che occhio mai vide, né orecchio mai udì, né mai entrarono in cuor d'uomo. Fino a quando non sarete arrivati e comparsi davanti agli occhi del vostro Dio, non vi stancate. Verrà lui stesso a mantenere le promesse, lui che di propria iniziativa si è dichiarato debitore, lui che non ha preso nulla a prestito da nessuno e solo per le sue promesse si è degnato di farsi debitore. In debito ci eravamo noi: e tanto più in debito, quanto più avevamo peccato. Venne lui senza debito, perché senza peccato; ci trovò schiacciati da un interesse dannoso e dannabile e, pagando quel che non aveva rapito, misericordiosamente ci liberò da un debito sempiterno. Noi avevamo commesso la colpa e ci spettava la pena; egli, resosi non socio della colpa ma partecipe della pena, volle rimetterci insieme sia la colpa che la pena. È lui infatti che riscatta dai soprusi e dalle violenze le anime di chi ha fede, e di chi dice di vero cuore: Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi . È questa la terra da desiderare non con desiderio terreno e morto, ma celeste e vivo. È ad essa che, in un altro Salmo, quel tale, ardente del suo amore e cantando con slancio, dice: Tu sei la mia speranza, tu la mia sorte nella terra dei viventi. Ad essa tendono coloro che mortificano veramente le loro membra sulla terra, non le membra di cui è composta la compagine di questo corpo mortale, ma quelle per le quali la forza dell'anima si può miseramente infiacchire. Con molta chiarezza le enumera e le indica quel Vaso di elezione che è l'apostolo Paolo, quando dice: Mortificate quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri cattivi e avarizia, che è idolatria. Ecco che cosa dovete mortificare in questa terra di morienti, voi che desiderate vivere nella terra dei viventi. Rendete quindi [i vostri corpi] membra di Cristo e non permettete che diventino membra di una prostituta. E quale prostituta più indecente, quale più svergognata di quella nominata al primo posto, la fornicazione, e all'ultimo, l'avarizia? Giustamente egli la chiama idolatria; e voi dovete riconoscerla e fuggirla non solo nella sfrenatezza del corpo, ma anche nei tentennamenti dell'anima per non incorrere nella condanna di quello sposo severo e casto e di quel giudice giusto al quale diciamo. Tu disperdi chi da te si allontana. Quanto è più giusto, quanto è più sicuro se ognuno di voi potrà dire a lui con cuore veramente casto: Ma il mio bene è stare vicino a Dio! Questa vicinanza ce la dà la carità, della quale parimenti vien detto: La carità sia senza finzioni; abbiate in odio il male, attaccatevi al bene.

6. Ecco qual è il vostro stadio, ecco il quadrato per i lottatori ecco la pista per i corridori, ecco la palestra per i pugili. Se con lotta spirituale i muscoli della fede volete abbattere quel pericolosissimo avversario, stendete a terra il male, attaccatevi al bene. Se volete correre con la speranza di vincere, fuggite l'iniquità, andate dietro alla giustizia. Se volete far pugilato senza colpire a vuoto, ma toccando duramente l'avversario, castigate il vostro corpo e rendetevelo schiavo, di modo che, astenendovi da tutto  e lottando secondo le regole, possiate trionfare ed essere partecipi del premio celeste e della corona incorruttibile. Quello che noi facciamo su di voi scongiurando il nome del vostro Redentore, voi completatelo con lo scrutamento e il pentimento del vostro cuore. Noi con le suppliche a Dio e con gli esorcismi facciamo fronte agli inganni di quel nemico inveterato; voi resistete con le aspirazioni e con la contrizione del vostro cuore, per essere tratti fuori dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno del suo splendore. Questo è ormai il vostro compito, questo il vostro impegno. Contro il nemico noi ammassiamo maledizioni degne delle sue malefatte; voi con la vostra avversione e con la pia rinuncia sferrategli contro una furibonda battaglia. Bisogna stenderlo, legarlo, buttarlo fuori questo nemico di Dio, e vostro, e magari anche di se stesso. Il suo furore infatti contro Dio si rivela sfrontato, contro di voi nefasto, contro di sé funesto. Aneli pure stragi da ogni parte, nasconda pur tranelli, affili pure le sue svariate e ingannevoli lingue; tutti i suoi veleni, opponendo il nome del Salvatore, vomitateli dal vostro cuore.

I competenti (competitori) con la loro pazienza aiutino la Chiesa nelle difficoltà del loro parto.


7. Tutto ciò che con le sue scellerate suggestioni, tutto ciò che con i suoi turpi allettamenti vi ficcava dentro, ora verrà tirato fuori, ora verrà reso pubblico. Ora verrà devastato il suo impero su di voi con cui vi dominava da tiranno. Il giogo con cui vi opprimeva con peso immane verrà tolto da voi e verrà piazzato sulle sue cervici; perché siate liberati basta soltanto che voi diate il consenso al vostro Redentore. Sperate in lui tutti insieme, o assemblea della nuova prole, o popolo che stai per nascere, popolo che il Signore ha fatto, aiutati per esser partorito bene, per non essere abortito con pericolo di morte. Ecco, l'utero della madre Chiesa, per partorirti, per generarti alla luce della fede, travaglia nelle doglie del parto. Badate che, per la vostra impazienza, non urtiate le viscere materne e così non restringiate le porte del vostro passaggio. O popolo che vieni creato, loda il tuo Dio; loda, mentre vieni creato, loda il tuo Signore. Lodalo perché sei allattato, lodalo perché sei alimentato; e, nutrito come sei, cresci in sapienza e in età. Anche lui accettò queste lentezze del parto temporale, lui che nulla perde per la brevità del tempo e nulla guadagna per la lunghezza del tempo, ma dai giorni eterni è fuori di ogni limitazione e di ogni tempo. Quindi non comportatevi, come raccomanda al bambino il benevolo nutritore, come bambini nei giudizi; quanto a malizia siate come bambini, ma quanto a giudizi siate uomini maturi . Siete competenti; crescete competentemente verso l'adolescenza in Cristo; poi giovanilmente correrete verso l'uomo perfetto. Rendete lieto, come sta scritto, il vostro padre crescendo in sapienza e non contristate la vostra madre con la vostra stoltezza.

 
 
 

8. Amate quel che sarete. Sarete figli di Dio, figli di adozione. Ciò vi verrà dato gratuitamente, gratuitamente conferito. Ed in questo sarete tanto più largamente e salutarmente ricchi, quanto più sarete grati a colui da cui l'avete ricevuto. Anelate verso di lui, che conosce quelli che sono suoi. Egli non disdegnerà di riconoscervi tra coloro che sono suoi se, invocando il nome del Signore, vi terrete lontani dall'iniquità . Voi avete i vostri genitori secondo la carne, o li avete avuti un tempo; essi vi hanno generato per la fatica, per la sofferenza, per la morte. Ognuno di voi può dire nei loro riguardi: Mio padre e mia madre mi hanno lasciato. Orfanezza non del tutto infelice! Riconosci lui come padre, o cristiano, lui che, mentre quelli ti hanno lasciato, ti accoglie già dal seno della tua madre, lui a cui un uomo di fede dice con fede: Dal seno della mia madre tu sei il mio protettore . Per te il padre è Dio, madre la Chiesa. Da questi sarete generati in modo ben diverso da come foste generati da quelli. A chi è nato da questi non l'aspetta fatica, non miseria, non pianto, non morte, ma facilità, felicità, gioia e vita. L'esser generati da quelli è causa di pianto, l'esser generati da questi è causa di gioia. Quelli, nel generarci, ci partoriscono per la pena eterna a causa dell'antica colpa; questi, nel rigenerarci, non fanno più restare né la pena né la colpa. È questa la rigenerazione di coloro che lo cercano, che cercano il volto del Dio di Giacobbe. E voi cercate con umiltà; quando lo troverete, raggiungerete altezze sicure. L'innocenza sarà la vostra infanzia, il rispetto la vostra fanciullezza, la fermezza sarà la vostra adolescenza, la fortezza la vostra gioventù, le opere buone la vostra maturità, e quando sarete nella vecchiaia avrete un esperto e saggio discernimento. Nel corso di queste tappe o passaggi dell'età non è che tu ti trasformi, ma ti rinnovi pur restando quel che sei. Ossia non è che la seconda sopravviene per far cadere la prima, o che il sorgere della terza sarà il tramonto della seconda, o che la quarta nasca perché muoia la terza; la quinta non porterà invidia alla quarta, se questa resterà, né la sesta darà sepoltura alla quinta. Anche se queste età non arrivano simultaneamente, tuttavia coesistono insieme e concordemente nell'anima pia e giustificata. Ed esse ti condurranno alla settima, che è quiete e pace perenne. Così, liberato per sei volte, come si legge, dalle tribolazioni di un'età portatrice di morte, alla settima i mali non ti toccheranno più . Infatti non potranno più turbarci cose che più non saranno, né potranno più prevalere quando più non potranno osare. Là sicura sarà l'immortalità, là immortale la sicurezza.

Esortazione al cammino nella fede.


9. Questo non è dovuto che all'immutabilità della destra di Dio che benedice in mezzo a te i tuoi figli e mette pace dentro ai tuoi confini. E allora animatevi nella ricerca di queste cose, uniti e separati; uniti ai buoni, separati dai cattivi; scelti, amati, predestinati, chiamati, per esser giustificati e glorificati. Così crescendo, salendo a giovinezza e invecchiando con fede e pienezza di forze, non nel disfacimento delle membra, ma in una vecchiaia fruttuosa, annunzierete con sicurezza le opere del Signore che ha fatto in voi cose grandi, egli che è l'Onnipotente , perché grande è il suo nome e la sua sapienza non ha confini. Voi cercate la vita? Correte a lui che è la sorgente della vita e, dissipate le tenebre delle vostre fumose ambizioni, potrete vedere la luce nella luce del suo Unigenito, che di voi è clementissimo Redentore e fulgentissimo illuminatore. Cercate la salvezza? Sperate in lui che salva chi si affida a lui. E anche se cercate gioie e delizie, non vi negherà neanche queste: però venite e adorate, prostratevi e implorate davanti a lui che vi ha creati; egli vi sazierà dell'abbondanza della sua casa e vi disseterà al torrente delle sue delizie.

 
 

Combattere nell'umiltà per ritornare alla casa del Padre.

10. Però badate che non vi raggiunga il piede della superbia e vegliate affinché non vi disperda la mano degli empi. Perché non capiti la prima cosa, pregate che vi assolva da colpe che non vedete; e perché non irrompa e non vi abbatta la seconda, chiedete sempre che vi difenda dalle cattiverie degli altri; se siete caduti, rialzatevi; rialzatevi, state forti; da forti, lottate; lottando, perseverate. Non vogliate più portare il giogo; spezzate piuttosto le loro catene e gettate via il loro giogo, per non essere più aggiogati nella schiavitù. Il Signore è vicino; non vi angustiate per nessuna cosa. Mangiate per ora il pane del dolore; verrà tempo che, dopo il pane dell'amarezza, vi verrà distribuito il pane della letizia. Ma per meritar quello ora bisogna sopportar questo. Il tuo allontanamento, la tua fuga ti hanno meritato un pane di lacrime; convertiti, pentiti, ritorna al tuo Signore. A chi è pentito e ritorna egli è pronto a dare il pane della gioia purché tu sia sincero e non rimandi di pregare crucciato e indebolito per la tua fuga. Perciò in una così grande congerie di molestie rivestitevi del cilicio e umiliate nel digiuno la vostra anima. All'umiltà vien concesso quel che è negato alla superbia. È vero che, mentre su voi si facevano gli scrutini e mentre, invocando l'onnipotenza della tremenda Trinità, si facevano i dovuti scongiuri contro colui che vi aveva persuaso alla fuga e all'allontanamento, voi non vi siete rivestiti con il cilicio; però i vostri piedi erano poggiati misticamente su di esso.

La salvezza, espressa con segni esteriori, sia sempre conservata nel cuore.


11. Bisogna calpestare i vizi e le pelli caprine; bisogna lacerare i panni dei capri della sinistra. Ecco il Padre, ricco di misericordia, si affretta incontro a voi con la prima stola; per saziare la vostra fame disperata egli fa immediatamente uccidere il vitello grasso. Con le sue carni sarete pasciuti, con il suo sangue dissetati. Con lo spargimento di questo sangue i peccati vengono rimessi, i debiti condonati, le macchie deterse. Mangiate come dei poveri e allora vi sazierete; così anche voi sarete di quelli di cui è scritto: I poveri mangeranno e saranno saziati. Poi, una volta saziati, eruttate con gioia il suo pane e la sua gloria. Correte verso di lui e convertitevi; è lui infatti che converte quelli che sono fuori strada, che va dietro ai fuggitivi, ritrova i perduti, umilia i superbi, pasce gli affamati, libera i prigionieri, illumina i ciechi, pulisce gli immondi, rinvigorisce gli affaticati, ridà vita ai morti e strappa agli spiriti maligni quelli che ne sono posseduti e schiavi. E poiché da questi ora siete liberi, come vi abbiamo dimostrato, ci congratuliamo con voi e vi raccomandiamo che la salvezza che è stata espressa con segni nel vostro corpo sia conservata nel vostro cuore.

 

Sant'Agostino, dal Discorso 216, "Nella resa del simbolo -Ai competenti" -

 
 
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