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Breve storia della spiritualità carmelitana

Spiritualità Carmelitana




La riforma dell'Ordine



Nei secoli XV-XVI ci fu un rilassamento in diverse comunità, combattuto dall'opera di Priori Generali, come il Beato Giovanni Soreth (+1471), e da alcuni movimenti di riforma, come quelli di Mantova e di Albi (Francia).

La riforma più nota è certamente quella promossa, in Spagna, da Santa Teresa d'Avila, per la riforma tra le monache e poi quella dei frati, coadiuvata da San Giovanni della Croce. L'aspetto più rilevante di questa azione è l'aver integrato nel suo progetto elementi vitali ed ecclesiali della sua epoca.

I due ordini


Nel 1592 la riforma teresiana, detta dei Carmelitani Scalzi (in latino: Ordo Fratrum Discalceatorum B. Mariae V. de Monte Carmelo, abberviato in O.C.D.), si rese indipendente dall'Ordine Carmelitano ed ebbe grande sviluppo nelle due congregazioni di Spagna e di Italia, riunite poi nel 1875.

Si hanno così due Ordini del Carmelo:

i "Carmelitani dell'Antica Osservanza" o "Calzati";
i "Carmelitani Scalzi" o "Teresiani", che considerano Santa Teresa di Gesù come loro fondatrice.


I secoli successivi ed il terz'ordine


Malgrado le divisioni, nei secoli, l'Ordine Carmelitano continuò la sua crescita. Grande sviluppo si ebbe anche tra i laici con l'istituzione del Terz'Ordine Carmelitano e delle Confraternite dello Scapolare del Carmine.

Nei secoli XVII e XVIII si diffuse, un po' ovunque, il movimento della più stretta osservanza con la Riforma di Touraine in Francia, l'introduzione della Riforma di Santa Teresa d'Avila ad opera della Beata Maria dell'Incarnazione e con quelle di Monte Santo, Santa Maria della Vita e Santa Maria della Scala in Italia.

All'inizio della Rivoluzione Francese l'Ordine Carmelitano era ormai diviso in ben 54 Province e 13,000 religiosi. Ma con le conseguenze della Rivoluzione Francese e delle soppressioni in varie parti del mondo l'Ordine Carmelitano subì un serio ridimensionamento, così che alla fine del XIX secolo era ridotto a 8 Province e 727 religiosi.

A partire dal Concilio Vaticano II, i Carmelitani hanno riscoperto il connubio tra dimensione contemplativa e diaconia, servizio in mezzo al popolo.

I Carmelitani vivono in fraternità e sono impegnati:

nell'evangelizzazione;
nella cura di centri di spiritualità, quali i santuari mariani;
nella gestione di scuole e nelle parrocchie;
nell'attività missionaria;
nell'impegno nell'opera di "Giustizia e Pace", che si occupa della tutela della dignità umana,
soprattutto tra i poveri, gli emarginati, i sofferenti.

Breve storia della spiritualità carmelitana



L' Ordine dei Carmelitani, il cui nome completo è Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo (in latino: Ordo Fratrum B. Mariae V. de Monte Carmelo, abberviato in O.C.), sorse in origine sul Monte Carmelo, in Palestina presso Haifa, da cui ha preso il nome, con una natura prettamente monastica. Il Secondo Libro dei Re, un libro storico della Bibbia, racconta che il profeta Elia raccolse una comunità di uomini sul monte Carmelo, che in aramaico significa "giardino", ed operò in difesa della purezza della fede nel Dio di Israele, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal.

A causa del legame col profeta Elia, dovettero stabilirvisi prestissimo comunità monastiche cristiane, e i crociati, quando vi giunsero dall'XI secolo, vi trovarono già dei religiosi insediati, forse di rito maronita. Probabilmente verso la fine della terza crociata, (1189-1191) alcuni crociati e pellegrini si unirono a loro presso la "fonte di Elia", per condurre una vita eremitica, imitando il profeta biblico, anche se in chiave cristiana, e il patriarca di Gerusalemme Sant'Alberto approvò la loro regola (regola primitiva). I Carmelitani, per questo motivo, non hanno mai riconosciuto ad alcuno in particolare il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei fondatori della vita monastica.

Questi eremiti costruirono una chiesetta in mezzo alle loro celle e la dedicarono a Maria, madre di Gesù, e presero il nome, "Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo".

Il Carmelo, fin da subito ha acquisito i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria. Dal profeta ha ereditato il desiderio di interiorizzarne la Parola nel cuore per testimoniarne la presenza nel mondo; con Maria si impegna a vivere con la stessa profondità di unione a Cristo che caratterizzò la Madonna.
Questi eremiti laici per avere una qualche stabilità giuridica si rivolsero al Patriarca di Gerusalemme, che risiedeva a San Giovanni d'Acri, nei pressi del Monte Carmelo. Questi scrisse per loro, intorno al 1210, una norma di vita.

Successive approvazioni di questa norma di vita da parte di vari papi aiutarono il processo di trasformazione del gruppo verso un Ordine Religioso, cosa che avvenne con l'approvazione definitiva di tale testo come Regola da papa Innocenzo IV nel 1247. L'Ordine del Carmelo fu così inserito nella corrente degli Ordini Mendicanti.



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