Menu principale:
L'antico Testamento
UN FANCIULLO OFFERTO AL SIGNORE 1 Samuele 1-2
Viveva nel popolo di Israele una donna di nome Anna, la quale era amata teneramente dal suo sposo, ma era assai triste perché non aveva nessun figlio. In quel tempo l'Arca dell'Alleanza con la sua dimora si trovava a Silo, e il sacerdote Eli con i suoi due figli prestava servizio nel santuario del Signore. Là, dove molti Israeliti si recavano a pregare il Signore, un giorno Anna rivolse al Signore Dio, piangendo, una preghiera e una promessa. "Signore" disse "se tu mi manderai un figlio, io lo consacrero a te: egli sarà al tuo servizio per tutta la vita". Il Signore Dio ascoltò la preghiera di Anna, ed ella ebbe un bambino cui pose nome Samuele. Lo crebbe con amore, e dopo alcuni anni, quando ormai Samuele poteva vivere anche senza la mamma, Anna lo portò al santuario e lo affiò al sacerdote Eh perché lo educasse nel servizio del Signore. Anna offri poi un sacrificio al Signore, innalzò verso di lui un cantico di lode e fece ritorno alla sua casa. In seguito il Signore premio Anna, concedendole di avere altri tre figli e due figlie.
DIO PARLA AL PICCOLO SAMUELE 1 Samuele 2-3
Samuele viveva nel santuario del Signore, insieme con il sacerdote Eli, che lo educava al servizio del Signore, e ai suoi due figli. Questi ultimi, però, si comportavano male, svolgendo il loro servizio in un modo che offendeva il Signore. Samuele era un fanciullo, quando una notte si sentì chiamare: "Samuele, Samuele!" Egli credette che quella fosse la voce di Eli, il quale dormiva poco lontano. Prontamente allora si recò da lui: "Eccomi" gli disse. Ma Eli rispose: "Non ti ho chiamato, torna a dormire". Poco dopo si sentì chiamare una seconda volta; tornò da Eli, il quale però lo rimandò a dormire. Accadde poi una terza volta: allora Eli comprese, e disse al fanciullo: "Se ti sentirai chiamare ancora, risponderai così: Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta". Samuele ritornò a dormire, e quando si sentì chiamare ancora rispose: "Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta". Era infatti il Signore a chiamarlo, per affidargli un messaggio: "Sto per punire i figli di Eli a causa della loro cattiva condotta" disse il Signore "perché essi hanno fatto ciò che è male ai miei occhi, ed Eli non gliel'ha impedito. Riferisci ad Eli le mie parole".
In alto: Samuele Profeta e Giudice
DAVIDE DIVIENE RE 2 Samuele 2; 5; 8; 12
Dopo la morte di Saul e di suo figlio Gionata, gli uomini della tribù di Giuda, quella cui apparteneva Davide, si recarono da lui e lo proclamarono loro re. Davide si era stabilito nella città di Ebron, e qui regnò per sette anni sulla tribù di Giuda. Dopo sette anni, lo riconobbero come re anche gli uomini delle altre tribù, e così Davide divenne re di tutto il popolo d'Israele. Aveva trent'anni quando fu fatto re, e il suo regno durò quarant'anni. Durante quel tempo egli combatté molte guerre contro i nemici, altri ne sottomise ampliando il regno, e con il bottino di guerra ammassò grandi ricchezze. Fu un buon re per il suo popolo; amministrava saggiamente la giustizia; celebrava la grandezza del Signore, componendo bellissime preghiere dette Salmi, e diede ordine di mettere per iscritto la storia del popolo d'Israele, il popolo che Dio si era formato e aveva protetto e aiutato in tante occasioni. Davide ebbe varie mogli, come allora era permesso, e numerosi figli. Tra essi Salomone, figlio di Betsabea; a lei Davide promise che Salomone sarebbe stato il suo successore.
UN GIOVANE PASTORE DI GENTILE ASPETTO 1 Samuele 16
Disse il Signore al profeta Samuele: "Va' a Betlemme, nella casa di Iesse: tra i suoi figli mi sono scelto il re che deve succedere a Saul". Samuele partì, e quando fu nella casa di Iesse volle vedere tutti i figli maschi. Iesse presentò il primo, Eliab, e Samuele si chiese se fosse lui l'eletto del Signore. Il Signore gli rispose: "Non badare al suo aspetto o alla sua imponente statura; io l'ho scartato, perché l'uomo guarda l'apparenza, ma io guardo il cuore". Iesse fece venire avanti allora il secondo dei suoi figli, e il terzo, quarto e così via fino al settimo. Allora Samuele chiese: "Sono qui tutti, i tuoi figli?" "Resta ancora l'ultimo, che ora sta a pascolare il gregge" gli rispose lesse. "Mandalo chiamare" riprese Samuele. Il giovane pastore fu fatto venire, e il profeta Samuele lo vide: era fulvo di capelli, con begli occhi e gentile di aspetto. "E lui che ho scelto" gli disse il Signore. Allora Samuele gli versò l'olio sul capo e così lo consacrò in mezzo ai suoi fratelli. Quel giovane pastore di gentile aspetto si chiamava Davide. Egli divenne in seguito il più grande re d'Israele.
E dalla sua stirpe. dalla stirpe di Davide, a Betlemme, nascerà il Messia.
Fonte:www.preghiereagesuemaria.it
Etimologia: Samuele = il Signore ha ascoltato, dall'ebraico
Martirologio Romano: Commemorazione di san Samuele, profeta, che, chiamato da Dio fin da piccolo e divenuto poi giudice in Israele, unse, per ordine del Signore, Saul re sul suo popolo; e dopo che Dio ebbe ripudiato costui per la sua infedeltà, diede l'unzione regale anche a Davide, dalla cui stirpe sarebbe nato Cristo.
"Samuele è l'ultimo giudice d'Israele e il primo dei profeti; la sua vita è narrata principalmente nei capitoli 1-15 del I libro di Samuele della Bibbia, gli altri capitoli parlano di Saul primo re, mentre il secondo libro di Samuele, parla del grande re Davide.
La vicenda della sua vita inizia verso il 1070 a.C. e finisce verso il 980 a.C.; come per altre figure della Bibbia, anche la sua nascita è dovuta alle preghiere di una madre pia ma sterile, come Sara moglie di Abramo, la madre di Sansone, ecc.; il figlio viene considerato in questo modo un dono divino, assoluto, frutto della preghiera materna e della grazia divina; Samuele avrà così questo nome che ha il significato di "l'ho domandato al Signore".
La madre Anna nell'implorare la sua nascita perché sterile, fa voto al Signore di consacrarlo a Lui, secondo le regole del nazireato, che comprendeva fra l'altro la crescita senza il taglio dei capelli e l'astensione dalle bevande alcoliche.
Una volta nato, Samuele è tenuto in famiglia fino allo svezzamento, che a quell'epoca era prolungato fino al secondo o terzo anno di vita; giunto il momento, con il consenso del marito e padre del bambino Elkana, la madre Anna lo conduce al santuario di Silo, nella Palestina centrale, dove si custodiva l'Arca dell'Alleanza e lo consegna al gran sacerdote Eli, affinché cresca nel tempio, come consacrato a Dio.
Prima di ritornare, Anna eleva a Dio un cantico di lode, in cui si sottolinea la potenza divina, che trasforma la prepotenza dei potenti in un trionfo finale dei più deboli e la sterilità emarginante di una donna, in una fertilità di madre, come nel suo caso.
Il primo libro di Samuele, scritto come il secondo, da un anonimo nel secolo IX a.C., prosegue con la descrizione del santuario di Silo, dove in contrapposizione al giusto sacerdote Eli, vi erano i due figli Ofni e Finees, anch'essi per discendenza sacerdoti del tempio, che però erano 'perversi' abusando delle donne addette ad alcuni incarichi e non erano giusti nella ripartizione delle parti degli animali offerti.
Samuele cresce nel tempio e già da piccolo porta la veste sacerdotale, la madre viene a trovarlo ogni anno portandogli in dono un mantello, quasi per assicurarlo della sua presenza e protezione, Anna per maggior gloria di Dio, concepirà altri tre maschi e due figlie.
Il rivelarsi di Dio attraverso la parola dei profeti, in quell'epoca era raro, però Egli si manifesta al fanciullo e per ben tre volte lo chiama di notte, ma Samuele pensa che sia il suo maestro Eli, che dorme in una stanza accanto, quest'ultimo, emblema della vera guida spirituale, senza sostituirsi a lui, lo istruisce a rispondere così: "Parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta".
E alla quarta chiamata, Dio nominandolo suo profeta, gli predice la punizione proprio del suo maestro Eli, per la debolezza dimostrata verso i figli degeneri; al mattino Samuele rivelerà la profezia ad Eli, il quale da quel momento diventerà un suo discepolo e da giusto qual'era, dirà: "Egli è il Signore! Faccia ciò che è bene ai suoi occhi". Ormai l'investitura di Samuele è ufficiale in tutta Israele, egli come profeta non è un sognatore o un mistico colpito da estasi, ma un personaggio che opera all'interno della storia e le sue profezie non caddero mai a vuoto".
"La personalità di Samuele è affascinante, egli è prima un prescelto consacrato sin da bambino, poi profeta adolescente, ma accettato dal suo maestro Eli; senza essere un condottiero di eserciti come lo erano i giudici d'Israele, egli assume questa carica per la sua vittoria sui nemici del suo paese, ottenuta però con la preghiera e l'invocazione a Dio e come novello Mosé, le forze della natura lo favoriscono nell'impresa.
Pensa di creare una dinastia, ma i suoi figli degeneri non ne sono degni, allora pur essendogli doloroso mettersi da parte, nomina un re per Israele nella persona di Saul, per il quale mostrava sincero affetto. La delusione della ripudiazione come sovrano, non gli da soddisfazione di rivincita, anzi lo rattrista e intimamente prega per lui, dovette usare le maniere forti con Saul ma temperate da grande condiscendenza ed umanità; non potendo fare più niente per lui, si ritira nel silenzio della sua Rama.
Viene richiamato da Dio per ungere il nuovo re David e forte nella fede in Dio, lo fa sapendo di sfidare l'ira di Saul; sarà il consigliere e profeta cercato dallo stesso David e infine profetizza la fine di Saul anche dopo morto, è stato certamente uno dei più grandi profeti d'Israele.
Le sua reliquie furono scoperte nel 406 d.C. e trasportate a Costantinopoli con una solennità eccezionale, tra due ali di folla continua, dalla Palestina a Calcedonia. Al tempo della IV Crociata, esse furono portate a Venezia dove sono tuttora, venerate nel tempio di S. Samuele; a partire dal 730 il suo nome compare in tutti i Martirologi Occidentali al 20 agosto".
fonte: www.santiebeati.it
Menu di sezione: